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2008/12/29 Lama a doppio taglio.Nuova Vita. O semplicemente Vita, senza nuova.
Questa è la fine
quante volte avremmo voluto dirlo un po' profeti di sventura, un po' senza capirlo per poi andarcene in silenzio subito prima dell'inverno con le foglie che, come da copione, ci muoiono intorno. (Giorgio Canali)
O, ancor più semplicemente, vecchia Vita.
Scusami
ho usato
la nostra canzone
per una nuova
relazione.
(Stefano Benni)
2008/9/18 003587Io non amo i numeri. Non mi sono mai piaciuti,perdio.Così astratti,misteriosi,incomprensibili.Presi da soli non valgono nulla e messi in uno e un solo ordine vogliono significare qualcosa di importante.Mi sembra troppo limitativa come definizione di mondo.Eppure, nel numero 003587 c'è racchiuso tutto.Il Mio passato, il Mio presente e il Mio futuro.E' il numero della mia matricola all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, facoltà di Scienze Psicologiche.Leggo quel numero e parto, ricordando l'Odissea per ottenerlo,i giorni bui passati a piangere da solo in quella camera #209.Gli sfoghi con i miei amici più cari (#212 & #213), le telefonate ai miei, il tutto condito dalle pioggie milanesi di Gennaio. La dolorosa rinuncia agli studi con conseguente perdita di ogni certezza scolastica, la patente,primo appuntamento in sospeso da due anni, i giorni a Firenze, a Torre dell'Orso.Le notti passate su msn.I pomeriggi di Giugno e Luglio passati sopra i libri invece che in spiaggia, i tornei a PES con Marco,Piero,Alessio,Gio, le partite a scopa con relative bestemmie e urla e i "Allora io a 5, Marco a 3 e tuuu?" di Piero (nei miei confronti).Mi mancherà tutto questo, è innegabile.E' stato un bellissimo periodo qua a Lecce, ciò di cui avevo bisogno per ripartire ancora più carico.Ho conosciuto nuove persone,rafforzato e sciolto legami, anche se sicuramente ciò di cui sono più felice è aver recuperato quel bellissimo rapporto che ci ha sempre caratterizzato..Ti voglio un bene infinito Gio!E anche se io questa città non l'ho mai potuta sopportare,è pur sempre la mia città e la mia culla, il posto dove ho le certezze più grandi.Grazie, Lecce,per avermi ospitato again nonostante fossi già andato via una volta.Perchè si parte per poi ritornare.E d'ora in poi ci sono infiniti ottimi motivi per ritornare.Tu,in primis.
003587 a.k.a. Andrea a.k.a. Mukko a.k.a. Tuo 2008/9/11 Alla fine mi hai sparatoE così Ti ho trovata. In un deserto, al freddo. Eri fin troppo vestita, e non riuscivi a respirare. E più freddo faceva, più Ti coprivi. Bava alla bocca, succhiavi il nutrimento da un tubo color carne. Con voce flebile Mi hai chiesto se non sentissi freddo, dal momento che ero nudo. Ti ho risposto di no. Hai urlato che non mi credevi, che ero un bugiardo. Così Ti ho bruciato i vestiti. Hai pianto lacrime amare, imprecato, tirato pugni nel gelo. Poi hai singhiozzato, in ginocchio, stanca. Ed Io, sgomento, Ti guardavo, aspettandoTi. Sono scappato, piangendo. E ho preso la Mia strada, cambiando pelle giorno dopo giorno. Ti sei addormentata. E Ti sei coperta nuovamente. Poi Ti sei svegliata e hai ripreso a camminare, con i muscoli atrofizzati ma ancora funzionanti. E mentre camminavamo nel Blu Ci siamo trovati l'uno di fronte all'altro. E poi, questa volta, Ti sei spogliata da sola. Mi hai detto che quei vestiti non si possono bruciare, che sarebbe come buttar via la propria anima, ed io ti ho sorriso. Abbiamo afferrato quel cordone ombelicale e delicatamente l'abbiamo distrutto. "La libertà ha un sapore strano, ma Mi piace" - hai detto. Hai detto tante cose, nel Tuo stile, hai detto che riuscivi a mangiare ma non a bere, e soprattutto che non riuscivi a respirare. L'hai detto! E poi Mi hai sparato. Mi hai toccato le mani, con le Tue. E sei diventata la scossa più forte. Adesso viviamo nell'Helter Skelter, che diciamo è un Inferno terrestre. Basta falsi Paradisi mentali. Ti Amo. 2008/7/31 La mia Revolver"Non è un attacco d'arte. E' un attacco e basta. E non contro di te. Contro la morsa allo stomaco. Contro il cuore che in un attimo ho sentito battere così forte da vederlo infrangersi. E poi chi ne raccoglierà i pezzi? Nessuno, non lo lascerò fare a nessuno. L'anima gemella. Credi che esista? Su 7 miliardi di persone o giù di lì nel Mondo, credi davvero che possa essere qui? Ora? Non è qui. Non ora. Allora può essere che sia. E se non fosse mi sarò sbagliata. Vorrei solo che mi toccassi le mani. Again. Perchè è tanto tempo che non lo fai. E resistere è una cosa che mi viene bene. Da sempre. Combattere e vincere. Ma non le sfide importanti. Tu provi soddisfazione quando vinci? Io no. E' troppo scontato. Succede ogni volta. Allora, che fai? Toccami le mani. Sii aria in vena, sii sorriso e se non ci riesci sii sangue. Sangue. Nero. Bordeaux che scorre in neri tubi di liquirizia. E che pulsa. Vibra. E tutto questo non ha senso. Così ruppi la magia. Fatalità. E' la realtà che chiama :il momento in cui cancello. Invio. Goditelo se ci riesci." 2008/7/23 NoiEccoci.
Si sta come d'estate, al sole le lucertole.
Bagnato da miliardi di fotoni,
ma comunque gelido se non ti sento dentro.
Si sta con gli occhi chiusi, a piangere di gioia.
Sciolto, in questo calore benefico, e senza pensieri.
Si sta come i bambini, a giocare con la sabbia.
Sincero e un po' ingenuo, quello sguardo, quel sorriso.
Quegli occhi così tersi, come un cielo senza nubi.
Si sta come nell'acqua, dondolati dalle onde.
Senza anima, senza cuore,
mi sono spogliato di tutto per godere di questo mare.
Che mare poi non è.
Si sta come in un fiume, cullati nel suo letto.
E' dolce quest' acqua, amaro il fondale.
Vorrei non esaurirti mai.
Si sta come di notte, a parlare con le stelle.
Amandole, cercando di capirle, osservandole
con fantasia, cercando di dare loro la tua forma.
Si sta come d'inverno, quando la neve si scioglie.
E non fa freddo.
2008/6/22 Pianeta Platone (Across the Universe)A volte mi chiedo dove sia finita la libidine di certe ragazze, se il problema dell'uomo del XXI si debba ridurre a una continua lotta per cercare di cambiare cio che non è. E se poi quello che si ottiene è una maschera, ne è valsa davvero la pena aversi fatto del male? "Meglio soli che in compagnia, nella tua mente dove regna la follia. Meglio non avventurarsi neppure, lì dove sarebbero necessarie troppe cure.", si dice il Mukko con una rima neanche troppo riuscita. L' umiliazione più grande che si possa ricevere è la mancanza di fiducia di una persona che hai salvato da un "non-futuro". "Ti do le stesse possibilità di neve al centro dell' Inferno, ti va?" , si dice nuovamente il Mukko, questa volta utilizzando le parole di Manuel Agnelli. E' l' idealizzazione di un sentimento che in età giovane dovrebbe essere esplosivo, è il soffermarsi sulla differenza tra sesso e amore il vero cancro della società. La visione di una vita idilliaca o infernale, gli assoluti, l' amore morboso, queste sono le vere BOMBE lanciate sui nostri cuori e sulle nostre lacrime. La paura di non farcela, di essere scambiati per pervertiti se si osa oltrepassare un'immaginaria nonchè stupida linea di confine. "Mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa". Ha ragione Andrea Pazienza, è il passato che uccide brutalmente. La paura che ciò che è stato si possa ripresentare non permette di vivere tranquilli. Attenzione amici: è una malattia talmente contagiosa e vigliacca che non ti fa rendere conto che ti sta uccidendo. A volte. Maybe. Per fortuna, c'è sempre qualcuno che riesce ancora a guardare alle stelle. E a salvarsi. Il mio unico consiglio è rappresentato dall' immagine sottostante, che sebbene possa sembrare oltraggiosa e maniacale, contiene un messaggio al suo interno, che va ben oltre il mero testo. Grazie Oscar, grazie Piero, grazie Marco, grazie Alberto. Buonanotte.
2008/5/21 I said yes to life...and I won!UNA RAGAZZA CHE SA QUEL CHE VUOLE HA SEMPRE UN CERTO NON SO CHE. HA IL POTERE DI AMMALIARE CHI LA CIRCONDA. ED E' DIFFICILE DIRE COS' E' CHE CI CONQUISTA IN LEI: CI CONQUISTA E BASTA, CHE SIA ALTA, BASSA, FASHION O CASUAL. E' A LEI CHE CI RIVOLGIAMO PER AVERE DELLE RISPOSTE. LEI HA LE SUE IDEE E NON HA PAURA DI ESPRIMERLE. E TUTTI CI DOMANDIAMO: MA COME FA AD ESSERE COSI'?
DICO SI' A TUTTO QUELLO IN CUI CREDO.
DICO SI' A VIVERE IL GRANDE SOGNO.
DICO SI' ALLA DANZA DELLA VITTORIA.
DICO SI' A DARGLI UN' ALTRA CHANCE.
DICO NO A DARGLIENE ALTRE DIECI.
DICO SI' AD ESSERE FUORI. MA NO AD ESSERE GIU'.
DICO SI' A LASCIARE TUTTI SENZA FIATO.
DICO SI' ALLE FOLLIE.
DICO SI' AL SALE NEGLI OCCHI, ALLA SABBIA TRA I DENTI E AL BRIVIDO DELLA PAURA CHE MI PORTA LONTANO.
2008/4/16 OssessionePiacere, mi chiamo Lisa Nascondera, meglio conosciuta come Lucky Strike. Sono snella, morbida, perfetta. Profumo intensamente e posso essere tua per i prossimi cinque minuti della tua vita. In realtà porterai per sempre un po' di me dentro te, qualcosa che va al di là del sentimento e che permane nei polmoni. Quando mi bruciano il vestito mi incazzo, e divento letale. Ti illudo, ti confondo, credi di vivere vivendomi, e invece ti uccidi uccidendomi! Sono la cosa più incomprensibile che ti potesse capitare, sono la tua ossessione! Sono tutto ciò di cui hai bisogno per stare bene in qualunque momento della giornata. Pensami, e non penserai ad altro. Provami, e non potrai farne a meno. Sono tutto fuorchè naturale, eppure ti piaccio lo stesso. Non sono sincera, eppure sei comunque attratto da me. Ti amo, ma il mio amore costa. Esattamente 3€e70, e per venti volte sarò la tua bombola di monossido di carbonio. E se non sarai tu a cercare me, ti tenterò fino a farti cedere. Dicono che sia il ciucciotto degli adulti, mentre sono gli adulti ad essere i miei giocattoli preferiti. Se mi darai troppa importanza, ti romperai come tutti i giocattoli iperutilizzati. Se me ne darai troppa poca, resterai nell'anonimato, come i giocattoli poco stimolanti. Amore, sei veramente fottuto.
Been Dazed and Confused for so long it's not true.
Wanted a woman, never bargained for you.
You hurt and abuse tellin' all of your lies. Run around sweet baby, Lord how they hypnotize.
Take it easy baby, let them say what they will.
2008/4/3 CoincidenzeC'erano nell'ordine una città, un ponte bianco e una sera piovosa. Da un lato del ponte avanzava un uomo con ombrello e cappotto. Dall'altro una donna con cappotto e ombrello. Esattamente al centro del ponte, là dove due leoni di pietra si guardano in faccia da centocinquant'anni, l'uomo e la donna si fermarono, guardandosi a loro volta. Poi l'uomo parlò:
- Gentile signorina, pur non conoscendola mi permetto di rivolgerle la parola per segnalarle una strana coincidenza, e cioè che questo mese, se non sbaglio, è la quindicesima volta che ci incontriamo esattamente in questo punto.
- Non sbaglia, cortese signore. Oggi è la quindicesima volta.
- Mi consenta inoltre di farle presente che ogni volta abbiamo sottobraccio un libro dello stesso autore.
- Sì, me ne sono resa conto: è il mio autore preferito, e anche il suo, presumo.
- Proprio così. Inoltre, se mi permette, ogni volta che lei mi incontra, arroscisce violentemente e per qualche strana coincidenza, la cosa succede anche a me.
- Avevo notato anch'io questa bizzarria. Potrei aggiungere che lei accenna un lieve sorriso e sorprendentemente, anch'io faccio lo stesso.
- E' davvero incredibile: in più, ogni volta ho l'impressione che il mio cuore batta più in fretta.
- E' davvero singolare, signore, è così anche per me, e inoltre mi tremano le mani.
- E' una serie di coincidenze fuori dal comune. Aggiungerò che, dopo averla incontrata, io provo per alcune ore una sensazione strana e piacevole...
- Forse la sensazione di non aver peso, di camminare su una nuvola e di vedere le cose di un colore più vivido?
- Lei ha esattamente descritto il mio stato d'animo. E in questo stato d'animo, io mi metto a fantasticare...
- Un'altra coincidenza! Anch'io sogno che lei è a un passo da me, proprio in questo punto del ponte, e prende le mie mani tra le sue...
- Esattamente. In quel preciso momento dal fiume si sente suonare la sirena di quel battello che chiamano "il battello dell'amore".
- La sua fantasia è incredibilmente uguale alla mia! Nella mia, dopo quel suono un po' melanconico, non so perchè, io poso la testa sulla sua spalla.
- E io le accarezzo i capelli. Nel fare questo, mi cade l'ombrello. Mi chino a raccoglierlo, lei pure e...
- E trovandoci improvvisamente viso contro viso ci scambiamo un lungo bacio appassionato, e intanto passa un uomo in bicicletta e dice...
- ...Beti voi, beati voi...
Tacquero. Gli occhi del signore brillavano, lo stesso fecero quelli della signorina. In lontananza, si udiva la melanconica sirena di un battello che si avvicinava. Poi lui disse:
- Io credo, signorina, che una serie così impressionante di coincidenze non sia casuale.
- Non lo credo neanch'io, signore.
- Voglio dire, qua non si tratta di un particolare, ma di una lunghissima sequenza di particolari. La ragione può essere una sola.
- Certo, non possono essercene altre.
- La ragione è - disse l'uomo sospirando - che ci sono nella vita sequenze bizzarre, misteriose consonanze, segni rivelatori di cui sfioriamo il significato, ma di cui purtroppo non possediamo la chiave.
- Proprio così - sospirò la signorina - bisognerebbe essere medium, o indovini, o forse cultori di qualche disciplina esoterica per riuscire a spiegare gli strani avvertimenti del destino che quotidianamente echeggiano nella nostra vita.
- In tutti i casi ciò che ci è accaduto è davvero singolare.
- Una serie di impressionanti coincidenze, impossibile negarlo.
- Forse un giorno ci sarà una scienza in grado di decifrare tutto questo. Intanto le chiedo scusa del disturbo.
- Nessun disturbo, anzi, è stato un piacere.
- La saluto, gentile signorina.
- La saluto, cortese signore.
E se e andarono di buon passo, ognuno per la sua strada.
(da Stefano Benni - L'ultima lacrima) 2008/3/25 Last Piece of a Puzzle"Non riesco a dormire, caso strano vero? E' colpa di questa testa, che a volte sembra battere più forte del mio cuore. Già, il mio cuore. I GIVE YOU MY HEART, scrivo, e in effetti non lo sento più tanto mio. E scrivo. Stavolta non sul mio blog, forse non voleva neanche lui che scrivessi lì, e mi ha indirizzato proprio qui, dove il mio foglio era ancora bianco. Sogno una Gibson Les Paul Custom Black Beauty. Suono. Do...donare. E' l'accordo che mi piace di più, credo, forse perchè è il primo che si impara, forse perchè è facile da prendere, forse perchè è quello che contiene suoni gravi e acuti mescolati insieme. Re...regina di cuori. Dolce, dolcissimo, lo uso quando la melodia si fa troppo triste e voglio che torni a "make me smile". Mi...miele? No, perchè non c'entra nulla col miele in effetti. Malinconico, mi ricorda le musiche di Kill Bill, non chiedermi il perchè. Fa...fatica. Maledetto barrè, un giorno mi verrà la tendinite probabilmente. Sol...sole! E' l'accordo iniziale di Wish You Were Here, come può non essere luminoso? La...lasciare. Un motivo, qualsiasi, per tornare. Non sui propri passi, dopo aver fatto il giro, possibilmente. Si...silenzio. Ascoltarlo, non è da tutti. Anche una risata può contenere silenzio. Forse che nel Caos sento il cuore delle persone battere? No. I GIVE YOU MY HEART, scrivo, e dono la mia vena creativa notturna a questo blog."
2008/3/21 Lentamente muoreLentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Lentamente muore chi evita una passione, chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle 'i' piuttosto che un insieme di emozioni; emozioni che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti agli errori ed ai sentimenti! Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia ad inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia e pace in sè stesso. Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare! Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. Martha Medeiros 2008/3/11 Hakuna MatataNon è il cuore ad essere broken, non è l'amore la causa di questa momentanea malinconia. E' la mia mente contorta, potessi spegnerla come vorrei l'avrei già fatto almeno tre settimane fa, più o meno. La permanenza a Milano mi sta facendo bene, ho riacquistato quella spensieratezza che avevo perso da un po' di tempo.
Qui l'aria è più densa, le macchine più veloci, la vita più frenetica, ma sembra che ci siamo ritagliati una parte di mondo, in questa grande città, dove il tempo e lo spazio cessano di esistere. Hakuna Matata, per davvero.
Grazie Lucio, perchè sai essere così cazzaro a volte che fai impressione. Grazie Salvo, perchè mi porti ogni giorno il mio Whiskey on the Rocks. Grazie Amme, perchè sei il mio maestro di biliardino, sei sempre così disponibile e come fai le spagnole tu non le fa nessun altro! Grazie Guff, perchè anche se sei cambiato molto per via di due esperienze, rimani comunque la persona più pazza che io abbia mai conosciuto. Grazie Fox, per ogni volta che mi fai con la tua voce da bimbo difficile "Mukkino Mukkino, posso leccarti il pisellino? Te ne prego". Grazie "Amico", perchè come dici tu "Oh brutto zingaro di merda devi bruciare!" non lo dice nessuno. Grazie Persie, perchè sorridi sempre (anche se la teoria dominante è quella della paresi...) e quando ti chiedono perchè rispondi "Perchè, devo piangere?". Grazie Luppi, perchè adoro la musica che ascolti. Sto crescendo proprio un gran figlioccio, degno di suo padre! XD Grazie "Sprecone", perchè le tue imprecazioni quando giochiamo a biliardino sono fenomenali! E poi la scena di te che insulti Vinsuele rimarrà per sempre nei nostri cuori. Grazie Lalla, perchè sei la mia sorellona un po' pazza, a volte complessata ma sempre leale e sincera. Grazie Marge, le partite a calcio a 5 con te sono memorabili! E poi sei il nostro orsacchiotto preferito! Bene, ora che mi sento così leggero, fletto i muscoli e sono nel vuoto (Rat-Man)...
2008/3/1 Like a SupernovaDevo scrivere. Perchè mi sento come una Supernova, pronta ad esplodere da un momento all'altro. Conosco il per chi, conosco il perchè, eppure non me lo spiego più di tanto. Quando suono la mia chitarra mi spuntano di nuovo le ali, quelle ali da angelo caduto. Lucifero, il cui unico peccato era la voglia di conoscenza, l'ambizione. "Chi ami è un angelo / Che uccide se lo tocchi". Grandi, gli Afterhours. Poeti maledetti, pur sempre poeti. E poi sono un Vulcano. Sono bollente per natura, focoso, la lingua troppo lunga, perennemente incazzato, poi riflessivo, poi mi sciolgo come lava. Parole, pensieri, fusi in un letale liquido. Suono un' altra canzone. Qualcosa di diverso, qualcosa che mi faccia sentire in Texas sotto il sole cocente su una strada deserta. Con una sigaretta. La mia sigaretta, my Joy&Sorrow. Ma non è così che mi sento. La sigaretta ti ammazza inconsciamente, ed è un compromesso accettabile. Non è la stessa sensazione. Ma forse ha lo stesso sapore amaro in bocca. E quando apri la bocca per espirare è solo fumo, niente di più. Una nube di pensieri, mettiamola così. E quando scrivi, idem. Butti fuori qualcosa che può farti star male se resta per troppo tempo dentro di te. Love kills, è solo una mezza verità. Scrivo ancora, anche con la penna scarica. Scrivo che sei abbastanza letale per essere un qualcuno e non un qualcosa. Scriverò col sangue, se sarà necessario. Scriverò che "Sarebbe splendido / Amare veramente / Riuscire a farcela / E non pentirsi mai". Scriverò che "Non è impossibile pensare un altro mondo / Durante notti di paura e di dolore / Assomigliare a lucertole nel sole". E sarebbe scomodo andarsene così. Non sarebbe elegante. Non metterò un font speciale, non sarà in grassetto, in corsivo o sottolineato, cosa cambia tra un Tahoma e un Times New Roman. E' quello che penso, informe o deforme che sia. E amo. Provo un grande senso di amore. Porca miseria, mi sembra di stare in un quadro surrealista. Sono un Magritte, e quello che vedo non è una pipa forse. Io vi amo, vi amo ma vi odio però, vi amo tutti, e il bello e il brutto io non lo so. E non sto meglio dopo aver scritto. I GAVE YOU MY HEART. Oh, look, it's beating for you. 2008/2/26 Be my penguin?Due coincidenze: 1) in Fight Club, uno dei miei film preferiti, il protagonista chiude gli occhi e realizza che il suo animale guida è il pinguino; 2) girovagando nella Rete, ho trovato questa bellissima immagine:
[many coincidences make a truth...]
Direi di sì: mi identifico perfettamente nel pinguino. Semplice esternamente, complesso inside. Occhi scuri, profondi, un po' tristi. Un animale fedele, il pinguino. Impacciato, anche se all'occorrenza può essere molto coraggioso. Darebbe tutto per proteggere chi ama, e pur di covare le uova non si nutre. E' sempre caldo, dal momento che per sopperire a temperature rigidissime il suo manto è fittissimo. Il suo elemento naturale è l'acqua. Per il pinguino non conta la quantità, ma la qualità. Anche il pinguino è disposto a donare il proprio cuore a quanto pare...Will you be my penguin?
I LUV YOU 2008/2/22 November RainWhen you feel temporary lost, when you want to stay in the darkness to think about your problems, when you want to be alone with your breath and your tears, when you just want to realize who are you, when you want to cry, when you are even tired of breathing, when you think the way is too hard, when you want to close your eyes and have a trip, when you want to feel free like in the 60's, remember that "nothin' lasts forever, even cold November rain...". For you, my Joy and Sorrow.
When I look into your eyes
I can see a love restrained But darlin' when I hold you Don't you know I feel the same Nothin' lasts forever And we both know hearts can change And it's hard to hold a candle In the cold November rain We've been through this such a long long time Just tryin' to kill the pain But lovers always come and lovers always go An no one's really sure who's lettin' go today Walking away If we could take the time to lay it on the line I could rest my head Just knowin' that you were mine All mine So if you want to love me then darlin' don't refrain Or I'll just end up walkin' In the cold November rain Do you need some time... on your own Do you need some time... all alone Everybody needs some time... on their own Don't you know you need some time... all alone I know it's hard to keep an open heart When even friends seem out to harm you But if you could heal a broken heart Wouldn't time be out to charm you Sometimes I need some time... on my own Sometimes I need some time... all alone Everybody needs some time... on their own Don't you know you need some time... all alone And when your fears subside And shadows still remain I know that you can love me When there's no one left to blame So never mind the darkness We still can find a way Nothin' lasts forever Even cold November rain Don't ya think that you need somebody Don't ya think that you need someone Everybody needs somebody You're not the only one You're not the only one Guns N' Roses - November Rain
2008/2/18 Lucky and Fool (Fucking Shyness)Non c'è molto da dire. Sono un cretino. Second Round. Convincendomi che sarà quello giusto. Suonare, suonare molto. Fino a farsi male alle dita. Finchè non stai per perdere qualcosa non ti accorgi di quanto la ami. Pezzo di cartone, rosso, forma cardiaca. Neve, freddo, battito incessante. Santa Vodka. Non finisce qui. Sante Camel Light. Mukko, abbassa la guardia. Sei solo su questo ring. Non è vero. Sei con Lei, ma lei non vuole combattere. Lei ride mentre cerchi di parare colpi inesistenti. Lei piange. Lei scrive. Lei ha ragione, sono un cretino. Sono un cretino con la camicia. Second Round. Il dolore dell'ago mi aprirà la mente. Inchiostro, non metadone. Artista, non Cupido. Effetto uguale, si spera. Leggo Majakovskij. Mukko Pazzo. Mukko Tossico. Musa, mia Musica, mia Droga, mie Parole, whisper the right words in the ear...
Lie awake in bed at night It’s time to forget about the past Everyone’s looking at me So beautiful, beautiful… 30 Seconds to Mars - A beautiful lie Come on Mukko. Don't be afraid of loving Her. 2008/2/13 I will be backPerchè più è grande la distanza che ci separa, e più la voglia di vederti aumenta. E anche se l'attesa è straziante e vorrei che tu fossi qui o che io fossi lì, ti aspetterei per tutta la vita davanti a questa spiaggia con su scritto un indelebile "I MISS YOU". E tornerò, non facendo finta di aver lasciato una valigia come pretesto, ma essendo cosciente di aver lasciato proprio il cuore che ti ho dato sussurrandoti all'orecchio le parole "I GIVE YOU MY HEART". Prima del tuo prossimo respiro. I swear.
2008/2/8 AmoCredo che Amo sia più di una semplice parola, a volte stuprata dalle labbra delle persone. Credo che sia una filosofia di vita, perchè è una strada rischiosa, e intraprenderla è molto più di un semplice trip. Credo che sia al contempo il sentimento più semplice e istintivo che possediamo. E' qualcosa di controllabile finchè è in incubazione, ma una volta che si manifesta è irrefrenabile.Credo che Amo voglia dire saper ascoltare il silenzio ("Perchè sentiamo la necessita' di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?E' solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale,quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace." cit. Pulp Fiction), donare il cuore con uno sguardo, credo che Amo significhi basta con le mie parole ora. Vi propongo "Amo", un poema sublime del "poeta della rivoluzione" Vladimir Majakovskij diviso in undici sezioni. E' luce per gli occhi in una caverna di banalità.
DI SOLITO COSI'
A ogni nato di donna è stato concesso l'amore,
ma tra impieghi,
entrate
e il resto
giorno per giorno
s'inaridisce il terreno del cuore.
Sul cuore è infilato il corpo,
sul corpo la camicia.
E come se non bastasse
un tale -
idiota! -
ha fabbricato i polsini e ha intriso d'amido lo sparato.
Verso la vecchiaia, ci si ripensa di soprassalto.
La donna s'imbelletta,
l'uomo si sbraccia come un mulino, metodo Müller.
Ma è tardi.
La pelle moltiplica le rughe.
L'amore fiorisce un po',
fiorisce un po'
e s'aggrinza.
RAGAZZACCIO
Io d'amore sono stato dotato a sufficienza.
Fin dall'infanzia
arruolano
la gente alla fatica.
Io, invece,
scappavo in riva al Rioni
sempre a zonzo,
senza voglia di fare un accidenti.
Si arrabbiava la mamma:
<<Che discolo!>>
Il babbo minacciava con la cinghia.
Ma io,
ricco di un biglietto falso da tre rubli,
giocavo con la soldataglia, sotto lo steccato, a <<tre fogliette>>.
Senza l'impaccio della camicia,
senza quelle scarpe, mi arrostivo alla calura di Kutais.
Voltavo al sole ora il dorso,
ora il ventre,
fino a quando qualcosa mi cantava alla bocca dello stomaco.
Il sole si stupiva:
<<Non lo vedi neanche tant'è piccolo,
eppure,
ce n'ha di cuoricino!
E quanto si dà da fare con quel cuore!
Come fa
questo soldo di cacio
a trovare dentro di sè
tanto posto
per me,
per il fiume,
e per queste rocce chilometriche?>>
ADOLESCENTE
Per i ragazzi c'è un sacco di roba da studiare.
S'insegna la grammatica a scemi d'ambo i sessi.
A me invece
m'hanno scacciato dalla quinta classe.
Hanno cominciato a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
Nel vostro
piccolo mondo
di appartamenti
crescono ricciute liriche per le camere da letto.
Che vuoi trovarci in queste liriche da cani pechinesi?
A me, per esempio,
ad amare
l'hanno insegnato nelle carceri di Butyrki.
M'importa assai della nostalgia per il Bois de Boulogne,
e dei sospiri davanti ai panorami marini!
Io, ecco,
m'innamorai
dallo spioncino della cella 103,
di fronte all'<<Impresa pompe funebri>>.
Chi vede tutti i giorni il sole
dice con sufficienza:
<<Cosa saranno mai quei quattro raggi?>>
Ma io
per un giallo illuminello
sopra un muro
avrei dato allora qualunque cosa al mondo.
LA MIA UNIVERSITA'
Conoscete il francese.
Sapete dividere.
Moltiplicare.
Declinare mirabilmente.
E va bene, declinate pure!
Ma dite,
e cantare d'accordo con una casa,
lo sapete?
La lingua dei tram la capite?
Gl'implumi dell'uomo,
appena con un po' di penne,
pongono mano ai libri,
ai quinterni dei quaderni.
Io imparavo l'alfabeto dalle insegne,
sfogliando pagine di ferro e di latta.
Loro prendono la terra,
la rapano,
la scorticano
e insegnano,
riducendola tutta a un mappamondo.
Ma io
imparavo la geografia coi fianchi,
mica per niente
mi buttavo a terra
per dormire!
Gli Ilovajski agitano problemi scottanti:
<<Era proprio rossa la barba di Barbarossa?>>
Facciano pure!
Io non frugo in sciocchezze polverose.
A me basta conoscere ogni storia di Mosca!
Prendono a studiare Dobroljubov (per odiare il male),
ma hanno contro tutta la famiglia,
e mugola tutto il casato.
Io
mi sono abituato
sin dall'infanzia a odiare i grassi,
sempre pronti
a vendersi per un pranzo.
Ben istruiti,
s'apprestano
a piacere alle signore,
e pensierini tintinnano nelle loro piccole fronti di bronzo.
Ma io
parlavo
soltanto con le case.
Miei soli interlocutori, i serbatoi d'acqua nelle strade.
Con l'abbaino attento ad ascoltare,
i tetti afferravano le parole che gli lanciavo nelle orecchie.
E poi
cigolavano
della notte
e l'uno dell'altro,
dimenando la loro lingua banderuola.
ADULTO
Per gli adulti gli affari.
Tasche gonfie di rubli.
Amare?
Prego!
Per un centinaio di rubli.
Ma io,
senza dimora,
le manacce
ficcate
nella tasca sfondata
bighellonavo con tanto d'occhi aperti.
E' notte.
Voi indossate l'abito migliore
e riposate l'anima sulle mogli o sulle vedove.
Me, invece,
Mosca mi soffocava negli amplessi
col suo anello senza fine di Sadovye.
Nei vostri cuori,
negli orologi
fanno il loro tic tac le amanti.
Che estasi, le coppie delle alcove!
Io il selvaggio palpito delle capitali
seguivo,
sdraiato su Piazza della Passione.
Sbottonato sul petto,
col cuore quasi fuori,
m'apro al sole e alle pozzanghere.
Entrate con le passioni!
Venite con gli amori!
Ormai non è più in mio potere controllare il cuore.
Conosco dove hanno di casa il cuore, gli altri.
Dentro il petto, si sa.
Per me invece
è impazzita l'anatomia.
E' tutto cuore,
romba dappertutto.
Oh, quante,
di sole primavere,
hanno spinto in vent'anni dentro il mio incendio!
Quel carico non consumato è insopportabile.
E non insopportabile così,
tanto per fare un verso,
ma letteralmente.
CHE COSA NE E' VENUTO FUORI
Più di quanto era possibile,
più di quanto fosse necessario,
come
in un sogno un incubo poetico,
quel groppo del cuore crebbe come montagna:
una montagna d'amore,
una montagna d'odio.
Sotto il peso,
le gambe
traballavano.
Sai
se io
sono ben piantato,
eppure
mi trascino ridotto a un'appendice cardiaca
curvo per tutta la larghezza delle spalle.
Mi gonfio col latte dei versi,
non riesco a spargerne fuori;
non c'è chi ne voglia, pare, e di nuovo mi gonfio.
Mi ha spossato la lirica,
nutrice del mondo,
iperbole
del prototipo di Maupassant.
CHIAMO
Presi a sollevarlo come un atleta,
a portarlo da acrobata.
Come gli elettori si chiamano a un comizio,
come i villaggi
negli incendi
si chiamano con campane a martello,
io chiamavo:
<<Eccolo!
Ecco!
Prendete!>>
Quando
una simile mole ansimava
senza badare a niente,
in mezzo alla polvere,
in mezzo al fango,
in mezzo alla neve accumulata,
il damerume
via da me
scartava come un razzo.
<<Per noi ci vorrebbe qualcosa di più piccolo,
qualcosa come un tango...>>
Non ce la faccio più,
ma lo porto lo stesso.
Vorrei scrollarmelo di dosso,
ma so
che non lo lascerò!
Gli archi delle costole non reggono al peso.
Scricchiola la cassa toracica per lo sforzo.
TU
Poi sei venuta tu,
e t'è bastata un'occhiata
per vedere
dietro quel ruggito,
dietro quella corporatura,
semplicemente un fanciullo.
L'hai preso,
hai tolto via il cuore
e, così,
ti ci sei messa a giocare,
come una bambina con la palla.
E tutte,
signore e fanciulle,
sono rimaste impalate
come davanti a un miracolo.
<<Amare uno così?
Ma quello ti si avventa addosso!
Sarà una domatrice,
una che viene da un serraglio!>>
Ma io, io esultavo.
Niente più
giogo!
Impazzito dalla gioia,
galoppavo,
saltavo come un indiano a nozze,
tanto allegro mi sentivo,
tanto leggero.
IMPOSSIBILE
Da solo non ce la faccio,
non riesco a portare un pianoforte
(figurati poi
una cassaforte).
E se non una cassaforte
e non un pianoforte,
come ce l'avrei fatta,
dopo averglielo ripreso, a portare il cuore?
I banchieri insegnano:
<<Noi siamo ricchi sfondati.
Se le tasche non bastano,
c'è posto nella cassaforte>>.
Ho rinchiuso
dentro di te
l'amore,
tesoro nascosto dentro il ferro,
e me ne vado in giro
felice come un Creso.
E magari,
se proprio mi va,
prenderò un sorriso,
o mezzo,
o anche meno,
e in allegra compagnia
ne spenderò in metà notte
per un quindici rubli di spiccioli lirici.
E COSI' ANCHE A ME
Le flotte: anche loro convergono verso il porto.
Il treno: anche lui corre verso la stazione.
E io verso di te a maggior ragione,
perchè io amo,
mi sento proteso e attratto.
L'avaro cavaliere puškiniano scende
a godersi nel sotterraneo i suoi beni e a frugare.
Così io
a te ritorno, amata.
Mio è questo cuore,
e io godo di quanto è mio.
Voi ritornate a casa tutti lieti,
a raschiarvi di dosso
la sporcizia, radendovi e lavandovi.
Così io,
tornando a te.
Forse
non vado a casa mia io,
quando vengo da te?
Il grembo terrestre attende i terrestri.
Noi volgiamo alla mèta finale.
Così io
verso di te
tendo inesorabilmente:
anche appena separati,
anche appena abbiamo finito di vederci.
CONCLUSIONE
Niente cancellerà via l'amore,
nè i litigi
nè i chilometri.
E' meditato,
provato,
controllato.
Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo
d'un amore immutabile e fedele.
2008/2/6 Wish you were hereNon potrei mai riuscire a trovare delle parole per dirti qualcosa che mi fa arrossire, ma forse quattro accordi basteranno per arpeggiare col tuo cuore, per strapparti un sorriso o un orgasmo spirituale. Per te Bau, una carezza.
So, so you think you can tell Heaven from Hell,
blue skies from pain. Can you tell a green field from a cold steel rail? A smile from a veil? Do you think you can tell? And did they get you trade your heroes for ghosts? How I wish, how I wish you were here. |
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