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日志


2006/9/8

Vita di ordinaria follìa

Sto ridendo a crepapelle nel pianto e vorrei conficcarmi nel cuore uno stiletto, ma al contempo mangiare un grosso chupa chups... Il sapore metallico del sangue... Unito a quello dolcissimo del lecca - lecca, bella coppia! Al momento sto parlando col Demone a cui ho venduto l'anima, il quale sembra consigliarmi un posto non troppo vicino all' Imbuto, fa veramente un caldo insopportabile lì. Fine della discussione. Se ne va compiaciuto, farfugliando qualcosa come: "Grazie Marlowe...Grazie Goethe...". Bussano alla porta. Apro. "Senta chiunque lei sia se ne vada che non è ora di presentarsi... ... ... (Mi riprendo) Oh ma è lei Signora, entri entri. Può posare la falce nel portafalci all' ingresso. Come dice, non c'è tempo per i convenevoli perchè ha altre visite da fare? Ma si segga e beviamo qualcosa... Non può proprio? Oh, che peccato. Come dice? E' venuta per me? Ma è già la quinta volta in questo mese! Non si può proprio rimandare? Vediamo... Oh, mi è venuta un' idea: io Le do i nomi di dieci teste di cazzo che conosco, va a trovare loro e posticipiamo il nostro appuntamento... Bene, sapevo che avrebbe accettato di buona lena. E' un piacere fare affari con Lei. " Anche questa volta è andata, mi dico. Bussano di nuovo. Apro. "La informo che è la seconda persona ad avermi rotto i genitali nel giro di poco tempo... Oh, ma è sempre lei Signora... No, nonon disturba mai... Ecco la Sua falce e buon lavoro...". Mi accendo una sigaretta. Lo so che fa male, me l' accendo comunque. Perchè la vita non è di Dio. Non mi sono mai fatto mettere sotto da nessuno, figuriamoci da un Tizio in camicia da notte. Mi addormento. Mi sveglio. E sento alla radio che dieci ragazzi sono morti in circostanze misteriose. Mi faccio una bella risata pensando alle vite inutili che ho terminato indirettamente. Mi accendo una sigaretta. Attendo che la mia esorcista di fiducia, ovvero la donna che comprende la Babilonia dei miei pensieri si faccia avanti. Non è bella, ma mi piace. Non è dolce, ma è proprio quello che cerco. E' pazza. Oh, anch' io lo sono, che male c'è. E' simpatica, mi tira su di morale. E' intelligente, sono stanco di persone senza cervello. E' unica, meglio è rara. Io la voglio, io la cerco. Bisogni primari, che ci volete fare. La raggiungo prima che il Demone raggiunga me. E raggiungo il mio cervello prima che la nicotina raggiunga i miei polmoni. Insomma, un vero e proprio casino. "Ti amo", le sussurro. "Vaffanculo", risponde lei. "Non ora babe, ho altre cose da fare - è la mia replica - piuttosto levami sto diavolo di Demonio non solo dalle palle, ma da tutto il corpo... Sei così brava a mandarli via, avranno paura quando ti guardano?". "Vaffanculo". Risposta scontata. Se ne va un po' scoglionata. Mi vuole bene, in fondo al buco nero della sua mente. E io ne voglio a lei.
 
 
Memorie folli di un pazzo bohèmien.